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Un’Europa più competitiva e intelligente, grazie all’innovazione, la digitalizzazione, la trasformazione economica, ed il sostegno alle piccole imprese. La politica di coesione interviene dove le forze spontanee del mercato non si dimostrano sufficienti, addizionando i propri interventi e le proprie risorse per promuovere lo sviluppo sostenibile dei territori e favorire i processi di transizione industriale.

Intervista con Guido Pellegrini (Sapienza-Roma), tra i valutatori del PON Ricerca e Innovazione

Aosta, città dell’Italia nord-occidentale, è nota per la sua ricca storia e per i suoi splendidi panorami alpini. Recentemente, la città ha subito una trasformazione con l’aiuto di MCA, uno studio di architettura specializzato nella conservazione degli edifici storici e nell’introduzione di elementi di design moderno.

Di questo fa parte anche il progetto per la realizzazione del polo universitario di Aosta. Tale intervento è destinato a diventare un punto di riferimento della Aosta contemporanea ed è stato progettato per rivitalizzare un’intera area del territorio mantenendo intatto l’impianto planimetrico originale.

L’obiettivo del progetto è quello di conservare e valorizzare le strutture esistenti, creando al contempo nuovi spazi per l’istruzione, per l’impegno della comunità e la vita moderna.

Infatti, con i lavori iniziati nel 2013, il progetto prevede la costruzione di tre nuovi edifici che ospiteranno gli spazi comuni e le aule di diverse facoltà per circa 2000 studenti, per un finanziamento di circa 36 milioni di euro.

Scopri di più sul nuovo polo universitario di Aosta ascoltando il podcast “EU with YOU”: https://podcast.areanews24.it/podcast/areanews-eufactor.htm 

“EU with YOU” è il podcast di Eu Factor Next realizzato da Raduni, l’Associazione degli operatori radiofonici universitari italiani, per raccontare ai cittadini da vicino come vengono spesi i finanziamenti europei. In ogni puntata il podcast racconterà la storia di un progetto finanziato dall’Unione Europea e dalla sua Politica di Coesione sul territorio nazionale.

Un dispenser tecnologico per innovare nel settore del vino

Pillola di Coesione #68 – L’UE ha recentemente approvato il primo regolamento internazionale sull’intelligenza artificiale, chiamato AI Act, che prevede diversi limiti e garanzie nell’utilizzo della IA da parte di cittadini e imprese.

Pillola di Coesione #67 – L’intelligenza artificiale è sicuramente un tema caldo e attuale: ma quali sfide e opportunità pone davanti al mondo del lavoro in Europa? Andiamo a scoprirlo con alcuni esperti nazionali!

In questi giorni, i deputati dell’Europarlamento hanno dato il via libera definitivo alla legge europea per la libertà dei media intesa a proteggere i giornalisti e i media dell’UE da ingerenze politiche o economiche. Il nuovo regolamento, approvato con 464 voti favorevoli, 92 voti contrari e 65 astensioni, obbliga gli Stati membri a proteggere l’indipendenza dei media e vieta qualsiasi forma di ingerenza nelle decisioni editoriali.

Proteggere il lavoro dei giornalisti

Sarà vietato ricorrere ad arresti, sanzioni, perquisizioni, software di sorveglianza intrusivi installati sui dispositivi elettronici e altri metodi coercitivi per fare pressioni su giornalisti e responsabili editoriali e costringerli a rivelare le loro fonti. Il Parlamento ha introdotto forti limitazioni all’uso dei software spia, che sarà consentito soltanto caso per caso e previa autorizzazione di un’autorità giudiziaria nell’ambito di indagini su reati gravi punibili con pene detentive. Anche in queste circostanze, tuttavia, le persone interessate dovranno essere informate dopo che la sorveglianza è stata effettuata e potranno poi contestarla in tribunale.

Indipendenza editoriale dei media pubblici

Per evitare che gli organi di informazione pubblici siano strumentalizzati a scopi politici, i loro dirigenti e membri del consiglio di amministrazione andranno selezionati per un mandato sufficientemente lungo sulla base di procedure trasparenti e non discriminatorie. Il licenziamento prima della scadenza del contratto sarà consentito solo nel caso in cui vengano a mancare i requisiti professionali.

I finanziamenti destinati ai media pubblici dovranno essere sostenibili e prevedibili e seguire procedure trasparenti e obiettive.

Trasparenza della proprietà

Per consentire al pubblico di sapere chi controlla i singoli media e quali interessi possono celarsi dietro la proprietà, tutte le testate giornalistiche, dalle più gradi alle più piccole, saranno tenute a pubblicare informazioni sui relativi proprietari all’interno di una banca dati nazionale e a indicare se sono direttamente o indirettamente di proprietà dello Stato.

Ripartizione equa della pubblicità statale

I media dovranno anche riferire sui fondi che ricevono dalla pubblicità statale e sul sostegno finanziario dello Stato, anche nel caso in cui questi provengano da paesi terzi. I criteri per l’assegnazione di questi fondi a media o piattaforme online dovranno essere pubblici, proporzionati e non discriminatori. Infine, dovranno essere pubblicate anche informazioni sulle spese pubblicitarie statali, compresi l’importo annuo totale e l’importo per testata.

Proteggere la libertà dei media dalle grandi piattaforme

Altro tassello importante: è stato introdotto un meccanismo che mira a impedire alle piattaforme online di dimensioni molto grandi, come Facebook, X o Instagram, di limitare o rimuovere in modo arbitrario contenuti mediatici indipendenti. Dopo aver distinto i media indipendenti dalle fonti non indipendenti, le piattaforme che intendono adottare misure di questo tipo dovranno informare gli interessati, lasciando loro 24 ore per rispondere. Soltanto una volta trascorso questo lasso di tempo le piattaforme potranno decidere di limitare o rimuovere i contenuti che non rispettano le loro condizioni. I media potranno presentare ricorso presso un organismo per la risoluzione extragiudiziale delle controversie e richiedere il parere del comitato europeo per i servizi di media, un comitato di regolatori nazionali previsto dalla nuova legge.

La relatrice Sabine Verheyen (PPE, DE) ha dichiarato, durante il dibattito: “L’importanza della pluralità dei media per una democrazia funzionante non sarà mai sottolineata abbastanza. La libertà di stampa è minacciata in tutto il mondo, anche in Europa: l’omicidio a Malta, le minacce alla libertà di stampa in Ungheria e molti altri esempi lo dimostrano chiaramente. La Legge europea per la libertà dei media è la nostra risposta a questa minaccia e una pietra miliare della legislazione europea. Valorizza e protegge il duplice ruolo dei media come imprese e come custodi della democrazia”.

Adottando questa legislazione, il Parlamento risponde alle aspettative dei cittadini nei confronti dell’UE, espresse nelle conclusioni della Conferenza sul futuro dell’Europa: introdurre una legislazione che affronti le minacce all’indipendenza dei media e applichi le norme dell’UE in materia di concorrenza nel settore dei media, al fine di prevenire i grandi monopoli mediatici, nonché di garantire il pluralismo e l’indipendenza dei media da indebite interferenze politiche, aziendali e/o straniere.

LINK AL TESTO APPROVATO

LINK al World Press Freedom Index

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In un’epoca in cui le sfide della nostra società richiedono approcci interdisciplinari, la fusione di conoscenze provenienti da diverse materie diventa fondamentale per superare le complessità attuali. Il progetto “Biobits” è un esemplare risultato di questa sinergia e dell’impegno europeo nella ricerca e nello sviluppo di soluzioni innovative. 

Il cuore di questo progetto, ideato dall’Università di Torino in collaborazione con l’Università del Piemonte Orientale, batte all’unisono tra biologia e tecnologia. 

Il focus di “Biobits” si concentra sull’ambito agricolo, specificamente sull’analisi delle micorrize vescicolo-arbuscolari, funghi che si caratterizzano per il loro rapporto simbiotico con le piante. Le due università hanno esplorato l’impiego di enzimi e proteine derivanti da tali analisi nel contesto industriale per individuare sostanze e strumenti meno inquinanti.

Il risultato? Scoprilo, ascoltando il podcast “EU with YOU”: https://podcast.areanews24.it/podcast/areanews-eufactor.htm

“EU with YOU” è il podcast di Eu Factor Next realizzato da Raduni, l’Associazione degli operatori radiofonici universitari italiani, per raccontare ai cittadini da vicino come vengono spesi i finanziamenti europei. In ogni puntata il podcast racconterà la storia di un progetto finanziato dall’Unione Europea e dalla sua Politica di Coesione sul territorio nazionale.